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è una fan fiction con ambientazione ad Hogwarts, ma senza tanti peli sulla lingua...



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utente anonimo in Capitolo Sessantotto

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  mercoledì, 10 agosto 2005 //
SilverSlytherin • 15:28
in : 09 nono


Quella mattina Alistair era di cattivo umore. Pessimo, a dire la verità. Era dalla notte prima che non vedeva la sorella, e iniziava terribilmente a mancarle. nella sala Grande ovviamente aveva trovato solo gli sguardi incuriositi e della voci circa la sviolinata che sicuramente Doors aveva fatto ben prima dell'Alba: mai che sapesse stare al suo posto! Si incamminò rasente ai muri antichi verso l'aula di pozioni, percorrendo dei corridoi quasi sotteranei da cui filtrava a mala pena un pò di luce. Si strinse di più nel mantello verde come i suoi capelli lisci e nervosamente disposti in ciuffi più o meno impari. Girò la curva e si trovò a pochi passi da lui l'ormai conosciuta figura bionda. Era diventata la sua ossessione privata: Draco era li, aspettando il suono della campanella, e si tormentava i lunghi capelli biondo bianco. Alistair decise di rimanere in disparte,e  si appiatti dietro l'angolo. Meditava se accendersi una sigaretta o meno, quando sentì la porta di legno aprirsi. Una voce che non conosceva parlò. "Ah, Draco! sei già qui. sei solo?" La voce pareva nervosa, quasi sospetta. "Si Professor Piton" gli rispose Malfoy con deferenza. Alistair ridacchiò immaginandosi il sorriso compiaciuto di quello sciocco serpeverde. "Fai un favore allora... Vai a prendermi nella mia stanza questo ingrediente, sai con la fretta...". "Ma certo Professore... tornerò subito". Alistair sentì i passi del coetaneo allontarsi verso un'altra direzione a lui ignota,e poco dopo che anche l'eco svanì come prfumo vecchio, si spansero nuovi mormorii. "Allora vado, Caro. Spero di sia piaciuto da rischiare tanto.." una voce soffocata in modo lascivio si cocnluse nel lungo tramestio di un bacio. Alistair non ebbe il coraggio di sporgersi a guardare. "Si... si, ora vai..." era il Professor Piton a parlare adesso. Poco dopo, prima che il ragazzo avesse il tempo di reagire in qualche modo, la porta dello studio fu di nuovo chiusa e nuovi passi eccheggiarono. Astrid Black girò dietro l'angolo e rimase un attimo perplesso a fissare Alistair, quasi cianotico in volto. Le labbra rosate dell'insegnante erano turgide e umide, e si aprirono in un soffio per parlare. Poi Astrid cambiò idea e proseguì per la sua strada.


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