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è una fan fiction con ambientazione ad Hogwarts, ma senza tanti peli sulla lingua...



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  sabato, 20 agosto 2005 //
BlackSlytherin • 10:12
in : 14 quattordicesimo


"Uff, cosa diamine hai oggi, Severus?"
Astrid si scostò di malavoglia dal corpo del suo amato, restando sdraiato accanto a lui, semi nudo.
"Nulla, sono solo un pò preoccupato..." lo disse senza guardarlo negli occhi; fissava il soffito e le sopracciglia aggrottate gli davano un'espressione burbera e severa.
"Dimmi cosa ti preoccupa e io giore che la ucciderò perché ti sta portando via da me..." disse ironicamente Astrid. "Allora? Cosa c'é?"
Dopo un lieve sospiro, Severus girò la testa sul cuscino verso a Astrid. "Sto pensando all'Ordine della Fenice, e a come questo posto, da quando é arrivato quel... Potter, non é più sicuro."
"Non é mica colpa sua, e tu dovresti smetterla di odiarlo per il fantasma di suo padre. James Potter per certi versi somigliava più a quel cretino di mio fratello che al figlio..."

Astrid decise di alzarsi. Si sedette su una delle due sedie dallo schienale eccessivamente alto, poggiò il gomito sul tavolo a lato e prese a fumare, con la testa appoggiata alla mano e gli occhi grigi fissi su Severus, ad aspettare una risposta.
"Tu cosa ne sai di James Potter? Non eri nato..."
"Sirius me ne ha parlato"
Era come se si stesserò sfidando con lo sguardo, grigio contro nero. Anche Severus si alzò, per sedersi nella poltrona vicina a quella del ragazzo; era a petto nudo, e il Marchio Nero risaltava fastidiosamente sulla pelle pallida del braccio.
"Sirius" e disse questo nome con rilutanza; dire Black non gli sembrava il caso, dato che parlava con un Black "ha sempre parlato troppo, e guarda dov'é finito."
"Mi auguro che tu non sia uno di quei cretini che crede sia morto..." gli sibilò Astrid, fissandolo in modo quasi cattivo.
"Per la verità, lo escluderei..." disse Severus, sorprendendo Astrid.
"MI fa piacere che lo pensi" e gli rivolse un sorriso. Severus rispose con un sorriso incerto, che si spense subito; Astrid c'era abituato.
"Credo che se l'Ordine organizzasse un qualcosa per recuperarlo potrei anche decidere di collaborare.." sentenziò Astrid, facendo un tiro alla sigaretta.
"Allora preparati a muoverti..." gli disse Severus, senza dare troppa importanza all'avvenimento e senza notare che gli occhi di Astrid avevano cominciato a brillare. Quest'ultimo però non disse nulla; i due uomini che amava di più erano incredibilmente gelosi l'uno dell'altro, e lui non voleva ferirli.

"Non so per quando sarà fissata la spedizione, ma credo sarà complicata; avremmo bisogno dei Maghi più abili e coraggiosi dell'Ordine. Escluderei i Weasley, per esempio. Magari gli Squarcialupi... loro potrebbero darci un notevole aiuto. Anche se temo che coinvolgerli sia rischioso..." Severus gli spiegò tutto, lasciandolo senza parole. Non se lo sarebbe mai aspettato da lui, che si mostrava così poco persino ad Astrid. Cercò di non far notare il brillio raddoppiato nei suoi occhi, e tenne la voce sotto controllo mentre parlava.
"Perché rischioso? Malfoy é ad Azkaban... " pronunciò quel nome con disprezzo, mentre spegneva la sigaretta con forza, quasi a pugnalare l'immagine di quell'uomo.
"Non é solo per un'eventuale vendetta di Lucius Malfoy che temo sia rischioso... In ogni caso, sarà Silente a decidere."
"Se decide che io non potrò partecipare, gli taglio la barba..."
Severus non resistette ad una breve e sommessa risatina. Si sorrisero per qualche istante, poi tornarono alle loro espressioni; Severus elegantemente grave ed Astrid capricciosamente altera.

Astrid si alzò, e senza tanti complimenti si spogliò completamente, di fronte agli occhi di Severus, togliendo i pantaloni di velluto a coste nero, unica cosa che gli era rimasta addosso. Si rimise a letto, poi, languidamente, con l'indice fece segno a Severus di avvicinarsi. Stregato da quegli occhi e da quel corpo, Severus si avvicinò al ragazzo, si sedette sul bordo del letto e si chinò a baciarlo sul collo, mentre le mani spaziavano sul suo petto.
"Come ti passano in fretta le preoccupazioni" disse quasi a prenderlo in giro Astrid. Severus gli sorrise, poi riprese a baciarlo sdraiandosi sopra di lui, mentre con un gesto della mano faceva spegnere le candele.

Parecchi piani più in alto, nel dormitorio dei Corvonero, Serenase veniva dentro un ragazzetto del quarto anno, non più vergine.
"Ser... e... aaaah..." gemeva completamente stravolto dal piacere la sua ultima preda. Tra i respiri affannosi i due si ripresero dall'orgasmo, il piccolo Chucky con gli occhi chiusi. Serenase gli si avvicinò e gli accarezzò dolcemente il viso, gli baciò la fronte; per lui era meno di zero quel ragazzino, ma non gli era mai piaciuto trattare i suoi amanti occasionali come oggetti.
"Tutto a posto, Chucky?" gli chiese.
"Si, benissimo." e gli rivolse un sorriso sincero e soddisfatto. "E tu?"
"Si" si limitò Serenase, baciandogli le labbra e coprendo il suo corpo nudo e sudato e invitandolo a restare a dormire con lui.
In realtà Serenase non stava per niente bene. O meglio, fisicamente quel ragazzino lo aveva soddisfatto più di altri più grandi e più esperti di lui, ma il Sesso non gli bastava più. Sentiva quasi il bisogno fisico di prendere in mano quelle due bacchette e sfogarsi su una batteria. Chiuse gli occhi e attese che Morfeo gli cantasse una melodia nell'orecchio per farlo addormentare, mentre pensava alla possibilità di poter suonase con la ragazza dai capelli verdi.






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